Gabbionate per il ponte di Santa Giustina: ora è riaperto

Published by Greta Gangi on

Grazie alle gabbionate a protezione del ponte e ai lavori di messa in sicurezza, anche il ponte di Santa Giustina (Pontremoli, Massa-Carrara) è pronto e come nuovo dopo essere stato sistemato al seguito dell’alluvione del 2011.

L’inaugurazione

La struttura ha importanza strategica non solo per l’area produttiva di Pontremoli, ma permette anche un collegamento diretto con il casello autostradale. La sponda destra è stata protetta grazie alle gabbionate.

L’inaugurazione della riapertura del ponte si è tenuta il 21 maggio ed ora è nuovamente transitabile, in tutta sicurezza. All’evento hanno partecipato l’assessore regionale, Vincenzo Ceccarelli, il presidente della Provincia di Massa-Carrara Gianni Lorenzetti, la sindaca di Pontremoli Lucia Baracchini e il consigliere regionale Giacomo Bugliani, mentre a reggere il nastro erano i consiglieri provinciali Ricciardi e Cresci, i sindaci di Zeri, Petacchi, di Filattiera, Folloni, e di Villafranca, Bellesi, e l’assessore Ciri di Mulazzo.

Grazie per la pazienza dimostrata” si è proferito il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti rivolgendosi alla sindaca, “grazie perché è stata di pungolo: otto anni di attesa sono lunghi, non è stato un percorso semplice, soprattutto perché affrontato in un momento che per le province è stato ed è ancora difficile. Basti pensare anche alle difficoltà burocratiche: sono state 440 le ditte che hanno iniziato il percorso della gara. Un ringraziamento ai tecnici ma anche alla Coaf, l’azienda che ha eseguito i lavori non semplici come non lo sono quelli svolti nell’alveo del fiume. Dobbiamo anche riconoscere che la Regione è stata molto presente in questo territorio”.

È stato un grande lavoro” ha detto poi Ceccarelli, “c’è voluto del tempo ma credo sia una dimostrazione di una grande collaborazione tra Regione e istituzioni territoriali. Spesso quando si abita come si dice ai confini dell’impero, si ama dire Firenze è lontana. Penso che in questi anni in cui queste comunità hanno avuto bisogno, la Regione ha cercato di essere vicina. Pensiamo di aver fatto quello che era possibile fare compatibilmente con le risorse”.

Il costo complessivo è stato di poco più di 1 milione di euro, e ha compreso il rialzamento e la messa in sicurezza della struttura e quattro interventi: la pila destra è stata demolita e ricostruita con una nuova fondazione su micropali che raggiungono lo strato roccioso a 12 metri di profondità. Sulla pila sinistra è stata effettuata una protezione dall’erosione anche in questo caso con micropli che raggiungono quasi 7 metri collegati da un cordolo perimetrale. Poi, sulla sponda destra, è stata creata una protezione lungo il fronte formata da una corona di micropali collegati da un cordolo e una protezione a gabbionate. Infine il quarto intervento ha riguardato la struttura dell’impalcato.

 

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