Nei guai per non spendere 1000 euro di Gabbioni

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gabbioni-vasca-orsi-morti-annegatiUna vasca per la raccolta dell’acqua, in cemento, entro cui sarebbero bastati due o tre gabbioni metallici riempiti di semplicissimi pietre come scala per uscirne, ha visto invece morire tre orsi, una mamma con i suoi due piccoli.
I tre orsi sono stati recuperati dal personale del Parco, con l’aiuto dei Carabinieri forestali, in località “Le fossette”, tra i Comuni di Balsorano e Villavallelonga, nella Zona di Protezione esterna del Parco.
La mamma orsa era una femmina di circa 10 anni, con i suoi 2 cuccioli dell’anno, maschio e femmina, evidentemente caduti nella vasca e annegati nell’inutile tentativo di risalire. Basta guardare la foto, fornita dal Parco Nazionale d’Abruzzo (qui link originale), per sentire i brividi.
Nessuno, uomo o animale, sarebbe mai riuscito a uscire da quella bara piena d’acqua, che pur era stata più volte attenzionata dal personale del Parco, che più volte ha chiesto alla proprietà di metterla in sicurezza. Si è riusciti solo ad avere una rete di protezione davvero ridicola se si pensa alla stazza di questi animali, che poi, a tragedia avvenuta, è stata sostituita da una elettrificata.

Non sono passati molti anni da quando un episodio simile era già successo, nel 2010. Anche in quell’occasione erano morti una mamma orsa con un cucciolo.

In ogni modo ora inizieranno altri problemi per la proprietà, nonostante purtroppo il personale del Parco non abbia un potere assoluto e forte sulla proprietà privata.

Per non far morire questi ormai cinque orsi, contando dall’inizio, sarebbe davvero bastato pochissimo. Un paio, forse tre, gabbioni metallici, disposti dentro la vasca a formare una specie di scala per arrivare in cima, in caso di necessità.

Lo stesso pericolo naturalmente può esistere per le persone, bambini o adulti, che dovessero trovarsi nei paraggi. L’area è molto lontana da qualsiasi sentiero noto e battuto, e dunque chi mai troverebbe l’escursionista inciampato e cadutovi all’interno per caso?

Con tutte le azioni sociali ed economiche rivolte alla salvaguardia dell’orso, con tutti gli investimenti per proteggere questa razza così preziosa all’interno del suo habitat ecologico, una semplice banalità – evitabile con un costo davvero irrisorio, quello di pochi gabbioni metallici riempiti di pietre – ha spazzato via in un momento tutti gli sforzi di persone ed enti.

Speriamo che il Parco possa intervenire in questa – e in situazioni simili – per evitare, in futuro, altre morti di animali indispensabili alla nostra terra. E che l’indagine prosegua, accertando le responsabilità delle persone coinvolte, compresa la proprietà.

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