Sciacca colpita dal maltempo: frane, smottamenti e strade chiuse

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A Sciacca, in Sicilia, una pioggia simile non si era mai vista. Le bombe d’acqua che si sono scatenate sulla piccola cittadina siciliana hanno creato danni per milioni di euro. Danni che, a quanto sembra, nessuno potrà risarcire in alcun modo.
Già due anni fa era successo qualcosa di simile, il 25 novembre 2016, e già in quell’occasione le attività commerciali, soprattutto, avevano avuto una grande quantità di danni.


La colpa è del torrente Cansalmone, che ha rotto gli argini e inondato tutto il territorio. Stesso scenario già visto.
E pensare che con l’aiuto dei gabbioni metallici sistemare un argine è una passeggiata, a un prezzo alla portata di qualsiasi amministrazione comunale. Abbiamo già visto interventi sul Tevere identici, e in pochissimi giorni si sono rinsaldate le sponde del fiume in grave pericolo.

L’esondazione del Cansalmone ha bloccato anche tutte le arterie stradali della zona, per cui l’ANAS ha bloccato la circolazione stradale nella totalità. Ora, per fortuna, con al situazione leggermente migliorata, sembra che anche le strade di collegamento siano state completamente, o quasi, riaperte.

Cedimenti un po’ dappertutto, nella zona, come ci si aspetterebbe con un’ondata d’acqua e fango di simili propozioni.
Per fortuna il ponte di Ognissanti aveva fatto chiudere praticamente tutte le scuole, così i rischi per le persone sono rimasti contenuti.
Non da meno, però, sono i danni subito sempre dai soliti negozi, attività commerciali, inondate da acqua e fango.

La popolazione, stremata e ormai delusa dal mancato intervento dell’amministrazione competente, che sia comunale, provinciale o regionale, si limita a tentare di ripulire dal fango l’interno delle attività, e buttare, di nuovo e proprio come due anni fa, tutto l’arredo e le costosissime attrezzature da lavoro per le quali avevano accesso in proprio e senza l’aiuto di nessuno, prestiti che saranno comunque da restituire.

E pensare che, come detto, l’utilizzo di qualche gabbione metallico armato sarebbe riuscito a contenere la potenza dell’acqua del torrente, ed evitare questo nuovo evento dannoso. Evidentemente le opere troppo semplici non sono alla portata delle menti di chi dovrebbe occuparsene.
Un gabbione metallico da qualche quintale, ancora più se armato, riesce a contenere la furia degli elementi, ancora più se autoportante.

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